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Tratto dal saggio  “L’età d’oro della decorazione della ketubà a Lugo”  di Shalom Sabar e da scritti di Ines Miriam Marach e di Antonio Pirazzini

La pratica di illustrare il contratto nuziale ebraico (ketubà, plurale ketubot) fiorì tra gli ebrei italiani dal XVII secolo fino alla metà del XIX. Molte Comunità, da Roma alle Alpi, svilupparono il loro particolare stile di ornare i contratti di matrimonio. Questo é vero specialmente nel caso delle principali ed influenti Comunità nelle maggiori città, come Venezia e Roma. Tuttavia, perfino in alcune piccole, scelte Comunità furono creati contratti seducenti ed originali. Uno di questi casi eccezionali fu quella di Lugo di Ravenna.  Alcuni dei contratti più importanti da un punto di vista artistico, giunti fino a noi, provengono da questa piccola città.

La keubà é il contratto matrimoniale ebraico in cui vengono enumerati gli obblighi che lo sposo assume verso la sposa dopo il matrimonio.

La ketubà, nella forma da noi attualmente conosciuta, si è sviluppata nel periodo talmudico. Poiché la Bibbia permette che un uomo possa liberamente divorziare da sua moglie (Deut. 24:1), i rabbini del Talmud hanno istituito che il marito sia obbligato a pagare alla sposa una determinata somma di denaro in tale eventualità. L’ammontare comprende una somma obbligatoria di base, così come aumenti volontari (tosefet) determinati al momento del matrimonio. La ketubà enumera inoltre il valore della dote portata dalla sposa e dalla sua famiglia. Tale somma dovrà essere restituita alla sposa se e quando si scioglie il matrimonio (cioè sia in caso di divorzio che di morte del marito). In questo modo, i rabbini desideravano garantire alla donna la necessaria sicurezza finanziaria e quindi ordinarono che “è proibito al marito vivere con la propria moglie senza ketubà anche solo per un’ ora”

La felice occasione di un matrimonio diede luogo a una nuova pratica: l’illustrazione di tali contratti. Dal primo Medio Evo, divenne consuetudine in molte Comunità, nei paesi islamici come pure in Europa. leggere a voce alta, durante la celebrazione, il contenuto della ketubà di fronte agli ospiti. La lettura del contratto rivelava, naturalmente, lo stato sociale delle famiglie, in particolare attraverso i dettagli delle clausole finanziarie. Queste pratiche, combinate con le grandi somme investite per rendere il matrimonio un avvenimento festoso e indimenticabile, hanno indotto alla decorazione della ketubà.

Vedi immagini: http://www.italisraeleromagna.it/index.php/2016/02/01/156/

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